Moorea

Moorea si erge magicamente dall’oceano come una cattedrale. Alta, stagliata, dalle guglie verdi, coronata da nubi. Come poetici fili le cascate precipitano da scogliere ricoperte di felci. Campi tranquilli fiancheggiati da pinnacoli di verde smeraldo vi faranno stupire davanti alla bellezza della natura e la laguna azzurro brillante di Moorea farà rivivere gli idilli dei vostri sogni sui mari del sud. Case dal color pastello circondate da giardini di ibisco e uccelli del paradiso, circondano l’isola come una collana di felici e semplici villaggi eleveranno i vostri sensi e vi faranno pensare che…questa è vita! La vie heureuse, la vita felice, come dicono a Tahiti. La bellezza di Moorea è indimenticabile.

Un Parco Giochi Naturale

Le acque placide della laguna e i venti alisei che soffiano ogni anno da aprile a ottobre consentono molte attività: canoe a bilanciere, paddle boarding, kite boarding, sci d’acqua e perfino surf. Moorea è anche considerata il paradiso dei subacquei, i quali si innamorano immediatamente della barriera corallina e della colorata vita marina. Facendo immersioni o snorkeling è possibile incontrare pastinache, squali e tartarughe marine immerse in una laguna cristallina dalle mille sfumature di blu. Sulle montagne, il panorama è sovrastato da otto cime con un antico cratere vulcanico divenuto oggi una valle lussureggiante. Si tratta dell’area perfetta per fare escursioni a piedi, a cavallo, su quad o a bordo di una jeep.

Fascino Polinesiano

Colorata, fiorita e radiosa, l’isola di Moorea è un piacere per i sensi. I visitatori possono trascorrere il loro tempo tra magnifici giardini e spiagge di sabbia bianca, miriadi di fiori e piantagioni di ananas, guardando i pescatori sulle loro canoe o ascoltando il suono dell’’ukulele seduti sotto un albero di pūrau (Hibiscus tiliaceus). Momenti da ricordare per sempre, in una cornice ineguagliabile.

Fonte D’ispirazione

Sull’isola di Moorea vivono molti artisti. Pittori, incisori, gioiellieri e tatuatori si sono stabiliti sull’isola per catturarne la bellezza e utilizzarla come ispirazione per le proprie opere d’arte.

 

Fonte: Tahititourisme.it

LE FIANDRE IN BICICLETTA

17 Set 2018 In: Belgio

I castelli, I musei, le chiese medievali, i piccoli e pittoreschi paesi e le città d’arte affascinano gli amanti della cultura. Gli amanti dell’aria aperta possono godere della tranquillità della campagna delle Fiandre con i suoi parchi nazionali, i boschi, i dolci rilievi, i canali e i fiumi.

Le Fiandre hanno un’ampia rete di itinerari ciclistici che vi accompagnerà lungo i più bei luoghi e le attrazioni. Con l’aiuto di precise mappe e della segnaletica, potrete facilmente seguire uno dei tragitti segnalati o comporre in autonomia il vostro giro in bicicletta ideale. A voi la scelta!

Passando da un incrocio, detto “nodo”, all’altro, potete percorrere tutte le Fiandre in bicicletta. La rete di nodi delle piste ciclabili, è un sistema molto semplice e flessibile. Le piste ciclabili più belle sono state raccolte per voi in una rete.

Quando due o più di queste piste si incrociano, parliamo di un “nodo”. Puoi creare e percorrere un itinerario seguendo i cartelli numerati da un nodo all’altro. Ogni nodo è numerato ed è segnalato tramite cartelli rettangolari. In questo modo, potete comporre il vostro percorso anche da soli. Potete decidere in autonomia per quali nodi passare e quanto lungo o difficile rendere il vostro percorso. Definite il vostro itinerario con una mappa acquistata o in internet, annotate i numeri dei nodi nell’ordine in cui volete percorrerli e sarete pronti a partire. Con la mappa ciclistica a portata di mano, potete modificare il vostro tragitto anche lungo la strada. Le possibilità sono infinite!

 

Fonte: visitflanders

Praticato per migliaia di anni, lo sport della falconeria offre un legame orgoglioso con un patrimonio che incarna nobiltà, coraggio e conservazione.
Sin da 4.000 anni fa, i beduini negli Emirati Arabi Uniti e nella penisola arabica più ampia, praticarono la falconeria come un’importante forma di caccia in una terra povera di risorse. Il suo ruolo nella società, tuttavia, è cambiato nel tempo e oggi è uno degli sport tradizionali più onorati degli Emirati Arabi Uniti. 

L’ambito status della falconeria deriva dal senso di coraggio, onore e nobiltà – valori arabi tradizionali molto apprezzati – associati allo sport, così come i suoi legami con la conservazione della natura, il rispetto per gli animali e il cameratismo tra i falconieri.

“La Falconeria permette ai nostri figli di godere dell’incantesimo del deserto, infondendo loro le virtù di pazienza e forza d’animo, forza di volontà e compagnia, valori che sono altrettanto importanti oggi, come lo sono stati per generazioni”, dice Sua Altezza Sheikh Hamdan bin Zayed Al Nahyan, presidente del Club dei Falconieri degli Emirati.

PIONIERE IN FALCONERIA

Il defunto sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, che praticava la falconeria fin dalla giovane età, era un formidabile sostenitore di questo sport e ne sostenne la conservazione. Ne incarnava i valori e lo praticava spesso. Ha lanciato molte iniziative per promuoverlo, tra cui un programma di rilascio di falchi e l’Abu Dhabi Falcon Hospital, che è diventato il più grande ospedale di falchi del mondo.

FORMAZIONE

L’allenamento consiste nell’insegnare al falco a piombare e attaccare un’esca  piumata d’addestramento legata ad una corda e controllata dall’istruttore. Mentre l’uccello piomba per catturare l’esca, l’allenatore la tira via.
Fatto di volta in volta, l’uccello impara a fare ripetuti tentativi finché non raggiunge il bersaglio. Quando gli uccelli sono pronti per la pratica dal vivo, i piccioni sono utilizzati per completare l’allenamento.
Sia il processo di allenamento che lo sport della caccia richiedono pazienza e  conoscenza del proprio animale. Questo costruisce un legame unico, insieme a uno speciale linguaggio, tra falco e falconiere e aiuta a insegnare i valori importanti associati allo sport.
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ATTREZZATURA

I falconieri usano attrezzature speciali fatte a mano, tra cui un cappuccio di pelle per coprire la testa e gli occhi del falco quando non è in volo.  Una guaina da avambraccio in pelle è indossata dal falconiere come un trespolo per l’uccello tra caccia e voli di addestramento. Oggi, un equipaggiamento essenziale è il faro GPS collegato alla gamba dell’uccello. Questo è importante, non solo per il legame tra il falconiere e l’uccello, ma anche perché questi uccelli possono essere abbastanza preziosi.


CELEBRANDO LO SPORT
Lo sport della falconeria è celebrato in tutti gli Emirati Arabi, con dimostrazioni che hanno un ruolo importante durante la Festa Nazionale degli Emirati Arabi Uniti e in altre feste ed eventi.  La falconeria si riflette anche nella letteratura e nella musica e lo sport e i falchi vengono celebrati in poesia, canzoni e storie.

 

Fonte: Abu Dhabi Culture & Tourisme

“Andy Warhol: From A to B and Back Again”
al Whitney Museum of American Art
al 
Meatpacking District, Manhattan
dal 12 Novembre 2018 al 31 Marzo 2019

La mostra è un tributo a uno degli artisti americani più iconici di tutti i tempi e ripercorre la leggendaria carriera di Warhol, che ha attraversato quasi quattro decenni, e si avventura nel mondo delle illustrazioni commerciali, pop, astrazioni preconfezionate e film, mentre svela nuove complessità del suo lavoro.


Pochi artisti americani sono sempre presenti e immediatamente riconoscibili come Andy Warhol (1928–1987). Attraverso la sua persona estremamente colta e la volontà di sperimentare tecniche artistiche non tradizionali, Warhol comprese il crescente potere delle immagini nella vita contemporanea e contribuì alla diffusione del ruolo dell’artista nella società.

 

Questa personale, la prima retrospettiva di Warhol organizzata negli Stati Uniti sin dal 1989, riconsidera il lavoro di uno dei più inventivi, influenti e importanti artisti americani. Investendo sulla ricchezza di nuovi materiali, ricerca e cultura che sono emerse sin dalla morte prematura dell’artista nel 1987, questa mostra rivela nuove complessità sul Warhol che pensavamo di conoscere e ci presenta un Warhol per il 21° secolo.

E’ la più grande mostra monografica tenutasi nella nuova sede del Whitney con più di 350 lavori artistici, molti dei quali riuniti per la prima volta.

 

 

Fonte: Whitney Museum of American Art – NYC GO

ASSAPORIAMO LA TRADIZIONE!

Il caffè è parte integrante dell’ospitalità araba e le tradizioni a esso associate sono autentiche per il retaggio della regione.Servire caffè arabo agli ospiti è un importante elemento di ospitalità nella società araba e negli Emirati e un atto simbolico di generosità. Il caffè arabo – pronunciato “gahwa” nel dialetto arabo degli Emirati – è stato per secoli una parte centrale della cultura araba e la preparazione e il servizio sono caratterizzati da elaborate tradizioni e rituali.

In passato, i beduini producevano il loro caffè in un camino rudimentale scavato nel terreno. Nel tempo, questo fu sostituito dal kuwar, un pozzo di argilla con una stufa fatta di ciottoli e lastre di pietra. Nelle case o nelle tende, il kuwar risiede in un angolo del Majlis e accanto a esso c’è un contenitore di legna da ardere e un posto per la persona che prepara il caffè.
Il processo per trasformare i chicchi in caffè comprende diversi passaggi, tra cui la cernita, il lavaggio, l’essiccazione e la torrefazione dei chicchi fino a quando diventano rossi o marroni. I chicchi tostati sono macinati e filtrati per produrre un caffè aromatico intensamente aromatizzato.

Gli utensili per la preparazione del caffè sono chiamati Ma`ameel e comprendono attrezzature speciali, principalmente al tawa, un ampio tegame circolare per arrostire i chicchi di caffè, al mihmas, un cucchiaio per mescolare i chicchi e un morsetto di ferro per posizionare e distribuire le braci all’interno della stufa.
Il dallah è un importante utensile nel processo di produzione del caffè. Progettati e decorati in modo speciale, i tre tipi di dallah sono utilizzati per preparare e servire il caffè arabo: dallat al khamrah (un grande recipiente per bollire caffè e cardamomo), dallat al talgeemah (un recipiente di medie dimensioni per filtrare il caffè) e dallat al mazalah (una piccola caffettiera da cui viene servito il caffè).

Il servizio del caffè arabo è guidato da un’elaborata etichetta sia per colui che serve, che per l’ospite e per chi ospita. Ad esempio, colui che serve deve tenere il dallah con la mano sinistra, con il pollice rivolto verso l’alto e tenere la tazza con la mano destra. Allo stesso modo, l’etichetta per l’ospite prevede di usare la mano destra sia per ricevere che restituire la tazza al cameriere.
L’ospite più importante o più vecchio viene servito per primo e la tazza viene riempita solo per un quarto. Successivamente può essere riempita di nuovo. La pratica comune è di bere almeno una tazza, ma non più di tre. Il caffè arabo è fatto e apprezzato da uomini e donne di tutti i segmenti della società, in particolare in casa.

Il caffè arabo simboleggia la generosità e l’ospitalità così apprezzate nella società degli Emirati nella misura in cui è saldamente radicato nella tradizione degli Emirati.
Riflettendo l’importanza culturale di questa bevanda, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Sultanato di Oman e il Qatar hanno inserito il caffè arabo nel 2015 nella Lista dei rappresentanti del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – UNESCO.

 

Fonte: Abu Dhabi Culture & Tourism

FIANDRE: CAPITALE DEL CIOCCOLATO

10 Set 2018 In: Belgio

 

 

Fonte: visitflanders

Benvenuti nella ‘TERRA DEGLI UOMINI’

I raggi di sole filtrano attraverso le nuvole sospese sulle cime montagnose, disegnando un paesaggio delicato e irreale. Isole alte e lussureggianti emergono dall’Oceano Pacifico, una terra di storie e leggende, affascinanti ed indimenticabili. Benvenuti nella “Terra degli Uomini”, le Isole Marchesi. Situate a 1.500 km a nordest di Tahiti, si estendono su 12 isole di cui solo 6 sono abitate.

Uno Spettacolo Di Cultura E Natura

Incorniciata tra scogliere imponenti, le coste sono una miscela di spiagge nere e baie paridisiache. Tra lussureggianti foreste pluviali, dove giacciono migliaia di resti pre-europei e vivono cavalli e capre. La natura è selvaggia e il suo fascino ancora più forte. Dalla valle di Taipivai fino alla baia di Hatiheu da Anaho a Hakaui (Vaipo, la più alta cascata de Le Isole di Tahiti), il viaggiatore è invitato ad ammirare le meraviglie naturali e culturali. Gli abitanti delle Marchesi sono considerati i più abili artigiani di tutta la Polinesia Francese: grandi e bellissime incisioni, bellissimi tatuaggi, gioielli sorprendenti, testimonianze del famoso talento di questo popolo.

Sulle Orme Di Melville Nella Valle Di Taipivai

Questa è la storia di un marinaio che voleva scappare da una barca, una barca che detestava. Egli sbarcò di nascosto su un’isola dura e impenetrabile. Girovagò da solo, ma presto fu accolto dalla tribù dei Taipi. Il marinaio aveva paura che fossero cannibali. Non solo lo trattarono bene, ma gli permisero anche – primo europeo in assoluto – di scoprire la loro comunità. Era il 1842. Oggi, seguendo le sue orme, c’è un pellegrinaggio mistico tra centinaia di resti della valle (tiki, petroglifi…) in un’atmosfera senza tempo.

Incredibili Immersioni

Benché Nuku Hiva non sia una delle principali destinazioni per le immersioni, è di fatto molto emozionante. L’isolamento geografico dell’isola ha permesso alla biodiversità di svilupparsi. Nell’oceano aperto si incontrano in abbondanza mante, diavoli di mare, squali di varie specie, tonni delfini e pesci spada. Un bacino di centinaia di delfini vive vicino alla costa, dove possono essere facilmente avvistati.

Ricordi Di Gauguin e Brel

Nel 1901, Paul Gauguin e più tardi, nel 1975, Jacques Brel, vennero a Hiva Oa in cerca di quella che si potrebbe chiamare pac

e interiore. Nessuno sa se mai la abbiano trovata, ma ogni mattina, all’alba, la luce sull’isola lascia senza fiato e fa sentire immersi nell’eternità. È una sensazione indescrivibile che ogni viaggiatore dovrebbe provare. Camminare sulle orme di questi artisti comprende anche una visita al cimitero di Calvaire dove entrambi riposano di fronte alla baia di Taaoa sotto la dolce fragranza dei frangipane. Visitate poi la riproduzione della “Maison du Jouir”, il piccolo museo dedicato al pittore e la sua casa.quando viveva alle Marchesi. Gauguin dipinse qui alcuni dei suoi quadri più famosi, prendendo ispirazione dalla vita quotidiana degli isolani e dalle leggende e antiche tradizioni religiose di queste terre mitologiche.

L’isola Dei Tiki

Hiva Oa vale una visita per i sui molteplici siti archeologici come i me’ae a Puama’u, dove si trova la più grande statua tiki de Le Isole di Tahiti. “Takaii” (2,5 m.) è l’unica statua sorridente, nascosta in una vegetazione lussureggiante. Petroglifi, come la pietra specchio della regina viaggiatrice, si trovano nella zona circostante. A Taaoa c’è una grande area di culto con strutture litiche e tiki che si amalgamano piacevolmente con la natura incontaminata e primitiva: giganti baniani, alberi del pane, alberi di cocco e papaia.

 

Fonte: Tahititourisme.it

Le cascate incontaminate di Huancaya in Perù

Un viaggio esclusivo dal deserto costiero peruviano agli altopiani, per raggiungere Huancaya a 4000 di altitudine, uno dei più bei rifugi naturali del paese. Situato all’interno della riserva paesaggistica di Nor Yauyos-Cochas, questo luogo protegge uno dei più bei paesaggi andini in Perù con numerose cascate e lagune color smeraldo formate dalle sorgenti del fiume Cañete e la tipica flora e fauna andina, incluse le volpi, le vigogne, le anatre e gli aironi.

Un luogo perfetto per riposare, rilassarsi
ed 
entrare in contatto con la natura.

 

 

 

Fonte: Lima Tours

Questo sito offre uno sguardo sull’età del bronzo e sull’età del ferro di Al Ain attraverso tombe, case, roccaforti e sistemi di irrigazione.

Il sito archeologico di Hili non fornisce solo le prime prove conosciute di un villaggio agricolo negli Emirati Arabi Uniti, ma contiene anche altri villaggi dell’età del bronzo (3000 a.C.-1300 a.C.) e b(1300 a.C.-300 a.C), cimiteri e terreni agricoli. Il primo villaggio agricolo si trova nel sito 8 di Hili e risale al 3000 a.C. 
Nel periodo tra il 2500 a.C. e il 2000 a.C., l’insediamento di Hili si espanse. Questo periodo è chiamato il “periodo Umm an-Nar”  come l’isola al largo della costa di Abu Dhabi dove sono stati trovati i resti di questa cultura. 
La più grande collezione negli Emirati Arabi delle tombe e degli edifici di questo periodo si trova a Hili. Alcune di queste strutture dell’età del bronzo si trovano all’interno del Parco archeologico di Hili e sono aperte al pubblico.

 

ETA’ DEL BRONZO

Uno degli edifici più impressionanti è la Grande Tomba di Hili. Con più di 4.000 anni, la struttura ha un diametro di 12 metri e doveva originariamente avere un’altezza di almeno 4 metri. Restaurato a metà degli anni ’70, l’edificio fu lasciato scoperto. Tuttavia, sarebbe stato coperto da un soffitto in antichità. 
Accanto alla Grand Tomb si trova Hili Site 1, una volta era una torre costruita con mattoni di fango che sarebbe stata alta diversi metri. Scavato negli anni ’60 da archeologi danesi su invito del defunto sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, si scoprì che aveva uno spesso muro circolare, all’interno del quale vi erano diverse stanze, servite da un pozzo al centro dell’edificio. Rimangono oggi solo le basi di questo edificio. 
Una struttura simile, Hili 10, si trova nelle vicinanze e ha anch’essa un pozzo al centro. Il suo muro circolare largo 3 metri suggerisce che una volta era una roccaforte, forse controllando le rotte commerciali attraverso la regione. Altre strutture del sito di Hili includono un grande edificio circolare circondato da un fossato databile al periodo dal 3000 a.C. al 2000 a.C. 
L’area di Hili presenta anche un sistema di irrigazione falaj, che utilizzava canali d’acqua a livello stradale e sotterranei per portare l’acqua dalle montagne vicine e i resti di numerosi villaggi, entrambi dell’età del ferro. 

 

 

ETA’ DEL FERRO

Sono stati anche scavati diversi villaggi dell’età del ferro, incluso Hili Site 17, con almeno tre case. Lo scavo in una delle cinque case mostra che il villaggio potrebbe essere stato coinvolto nella produzione di ceramiche. Le mura della casa erano costruite con mattoni di fango e si ergevano per diversi metri. 
Un altro sito, Hili 2, contiene molte case con mura ben conservate, alcune alte 2 metri. I vasetti di stoccaggio di grandi dimensioni che si trovano all’interno indicano una comunità prospera, probabilmente grazie alla presenza del vicino sistema di irrigazione falaj.

 

 

Fonte: Abu Dhabi Culture & Tourism

 

La vostra esperienza alle Hawaii non sarà completa senza una visita a Big Island Candies a Hilo.

Fondato nel 1977, questo storico produttore di biscotti di pasta frolla, cioccolatini e dolcetti al forno incarna il concetto giapponese di omiyage – regalo – idea che darà un senso al luogo in cui vi trovate.

Sia che si stia cercando una gustoso dolcetto per sé o un regalo da portare a casa per la famiglia e gli amici, l’assortimento delle coloratissime e raffinate confezioni di Big Island Candies include specialità locali imperdibili, come il manju all’ananas, i biscotti hing mui, il mochi al cioccolato al latte e i chicchi di caffè al cioccolato fondente, insieme ad una varietà di dolci che soddisfaranno i palati più golosi.

Non abbiate fretta:
ogni specialità 
è a disposizione per un assaggio!

Avrete la garanzia di assaggiare i veri sapori hawaiani ad ogni boccone!

 

 

Fonte fotografica: Big Island Candies – Hi


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