SALAMANCA – LA CITTÀ DORATA

26 Gen 2020 In: Spagna

Basta percorrere le strade di Salamanca per rivivere i secoli di storia, arte e sapere che l’hanno resa universale.

Salamanca è conosciuta come la città del pensiero e del sapere, ma con stupore troverete anche arte e bellezza. Il suo centro storico, iscritto nell’elenco del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, custodisce una magnifica eredità monumentale, con splendidi esempi architettonici in diversi stili: romanico, gotico, barocco, plateresco…  I punti d’interesse sono molteplici, e, sicuramente da non perdere:

L’Università, fondata nel 1218 è uno dei migliori esempi d’architettura rinascimentale di Spagna. L’edificio presenta un cortile centrale circondato da loggiati. Per cominciare la visita di Salamanca la facciata dell’Università è il posto ideale per ammirarne la decorazione intarsiata nella pietra caratteristica dello stile Plateresco e lì cercare la famosa rana raffigurata. All’interno dell’Università vi consigliamo di visitare la biblioteca, un gioiello sia per la struttura che per il patrimonio documentale custodito all’interno.

Salamanca is a city in northwestern Spain that is the capital of the Province of Salamanca in the community of Castile and León. The city lies on several hills by the Tormes River. Its Old City was declared a UNESCO World Heritage Site in 1988.

Le cattedrali sono un altro monumento da non tralasciare.

Parliamo di Cattedrali perché effettivamente ci sono due chiese unite tra loro, da una parte la Cattedrale Vecchia (XII secolo) e dall’altra la Nuova (sec. XVI).
La struttura della Cattedrale Vecchia, in stile romanico, spicca per la presenza della Torre del Gallo. Al suo interno si trova la cappella di San Martín o dell’Aceite. Si segnala in particolare, la pala dell’altare maggiore del XV secolo, eseguita da diversi pittori sotto la guida del maestro Dello Delli. Nella Cattedrale Nuova risaltano gli stalli del coro disegnati nel 1727 da Joaquín Churriguera.

La Plaza Mayor è il cuore pulsante della città, le manifestazioni di ogni tipo procedono per questo recinto barocco. Dalla decorazione spiccano i medaglioni, tra i quali appaiono quelli di Carlo Iº, Alfonso XIº, Ferdinando VIº, nonché Cervantes e Santa Teresa. Sia di  giorno che di notte non esitare a fare uno spuntino o a bere qualcosa per godere in relax  della vita Salmantina.

Ma Salamanca offre tanto e tanto altro. L’ideale è passeggiare per le vie pedonali del centro con tranquillità per visitare La Clerecía, La casa de las Conchas, San Esteban, il Giardino di Callisto e Melibea, il ponte romano, la Casa Lis… una lunga lista che dovrete ripetere anche con la suggestiva illuminazione notturna.

Cosa mangiare?

Il centro storico della città è una zona tipica di tapas. I bar e le taverne della Plaza Mayor sono frequentatissimi all’ora di pranzo e cena. Locali come il Cervantes, il Novelty, il Bambú o Don Mauro sono molto popolari e hanno un incanto speciale. Lungo la via della Rúa e nella piazza di Anaya sono ubicati molti locali all’aperto e luoghi deliziosi. Se invece vi piace mescolarvi tra gli studenti, dovrete tapear nei locali di Via Van Dyck.

I piatti tipici della città e che probabilmente troverete ovunque, sono ovviamente il Jamón, ma non il solito. Nella provincia di Salamanca viene prodotto il Jamon de Guijuelo, una prelibatezza di razza iberica garantita dalla Denominazione d’origine controllata. Esiste una grande selezione di prodotti iberici presso il Mercato Centrale, che si affaccia sulla piazza del Mercado.

Un altro piatto da non perdere è El Hornazo, una torta salata con un ripieno di uova e altri gustosi ingredienti (lombo di maiale, salame, prosciutto…), che tradizionalmente si mangiava durante la Pasqua ma che oggi la si trova tutto l’anno.

Vi proponiamo 3 differenti modi di visitare la città

Se visiti la mostra intitolata “Ieronimus”, potrai seguire un itinerario all’interno delle Torri Medievali della Cattedrale e passeggiare tra i pinacoli e i gargoyles. Dalle terrazze i panorami sono semplicemente indimenticabili. Infatti, la torre delle campane, con i suoi 92 metri, è la seconda torre storica più alta della Spagna. Durante il periodo estivo, vengono effettuate anche le visite serali “Mentre la Cattedrale dorme”. L’ambiente della città universitaria di Salamanca vi permetterà di godere della vita notturna e le strade illuminate fino a notte fonda. E potrete farlo in locali unici, caratteristici per la cura delle sue decorazioni: ambienti sorprendenti che riproducono, ad esempio, l’interno di un sottomarino, un chiostro universitario o una gigantesca casa delle bambole.

Ogni anno durante Il Festival Internazionale delle Arti di Castiglia e León, compagnie artistiche provenienti da diversi paesi si danno appuntamento a questo incontro, che invita il pubblico ad aprire i sensi all’ignoto e a parteciparvi nei diversi spazi della città. Cosi potrai conoscere la maggior parte degli edifici storici in eventi di musica elettronica, teatro, danza, graffiti, ecc.

Cosa comprare?

Le librerie sono i negozi che più abbondano a Salamanca, stando lì te ne renderai sicuramente conto. La visita ad una di queste librerie è già una grande esperienza. Le librerie più tradizionali si trovano nei pressi della Plaza Mayor e dell’Università.

Approfitta dei mesi di maggio e settembre, quando si tengono rispettivamente la Fiera del Libro e la Fiera del Libro Antico e d’Occasione. Sarà un appuntamento eccellente per frugare tra le bancarelle delle librerie allestite nella Plaza Mayor e in piazza dei Bandos.

Se invece vuoi fare lo shopping più classico devi dirigerti all’uscita di piazza Mayor, nell’area dove si snodano le strade pedonali Toro e Zamora. Lungo il percorso si susseguono, senza interruzione, boutique dove potrai comprare capi d’abbigliamento, scarpe e accessori. Molti di questi locali meritano una visita anche turistica per il modo in cui si coniuga architettura classica e funzionalità.

Fonte: Turespaña – Ufficio Spagnolo del Turismo

Celebriamo il Capodanno a Chianatown

La seconda celebrazione del Nuovo Anno del 2020 alle Hawaii si svolge il 25 gennaio, in realtà è l’inizio dell’anno 4718 e segna il ritorno dell’Anno del Ratto dello zodiaco cinese. E se sei nell’isola di Oahu a gennaio, considerati invitato a festeggiare in uno qualsiasi degli eventi, festival e spettacoli di danze dei leoni e fuochi d’artificio di strada nel quartiere culturale e artistico di Chinatown, nel centro di Honolulu, per accogliere il Capodanno cinese.

Le mini celebrazioni continueranno per gran parte della seconda metà di gennaio, ma se vuoi davvero vedere come il quartiere celebra il Capodanno Cinese, vai lì il 18 gennaio per il più grande festival di tutti: la Notte a Chinatown e la Parata del Nuovo Anno Lunare. Nel quartiere di Chinatown in genere vengono chiuse molte strade per eventi, mostre culturali, stand gastronomici, spettacoli dal vivo e, sì, una parata molto colorata e rumorosa. Anche le attività commerciali e i ristoranti della zona rimangono aperti fino a tardi per festeggiare. Quindi, mangia tutti i piatti cinesi di buona fortuna che desideri. Metti dei soldi nella bocca di un leone danzante per una buona fortuna nel nuovo anno. Assicurati solo di recarti nel quartiere Chinatown di Honolulu per festeggiare.

Fonte: © 2019 Hawaii Tourism Authority HVCB

Il 25 gennaio 2020 a San Francisco e a Los Angeles si festeggia il Capodanno cinese

Con la percussione dei tamburi, lo scroscio dei piatti e lo scoppiettare dei fuochi d’artificio, il capodanno lunare cinese viene celebrato nelle città di San Francisco e Los Angeles con sfarzo colorato e plateale.

La parata del capodanno cinese di San Francisco si tiene sin dagli anni ’60 del 1800, ed è considerata la più grande e antica parata del capodanno lunare al di fuori della Cina, oltre che il più grande evento culturale asiatico del Nord America. Questa parata notturna, famosa per essere annoverata tra le più belle al mondo, viene completata dall’apparizione di un gigantesco drago di 87 metri, che richiede un team di 180 persone per muoversi.

La Golden Dragon Parade di Los Angeles si tiene sin dal 1899 ed è l’evento culturale principale della comunità asiatica della California meridionale. Il festival ospita inoltre dimostrazioni di arti marziali, workshop d’arte, musica dal vivo, un palco per le lezioni di cucina e una schiera di alcuni tra i food truck più rinomati della città.

Gli spettacolari festeggiamenti del capodanno lunare cinese di San Francisco e Los Angeles offrono ai partecipanti uno sguardo diretto sulla cultura e sulla storia dell’Asia.

Fonte: media.visitcalifornia.it

Celebriamo il Capodanno a Chianatown

La seconda celebrazione del Nuovo Anno del 2020 alle Hawaii si svolge il 25 gennaio, in realtà è l’inizio dell’anno 4718 e segna il ritorno dell’Anno del Ratto dello zodiaco cinese. E se sei nell’isola di Oahu a gennaio, considerati invitato a festeggiare in uno qualsiasi degli eventi, festival e spettacoli di danze dei leoni e fuochi d’artificio di strada nel quartiere culturale e artistico di Chinatown, nel centro di Honolulu, per accogliere il Capodanno cinese.

Le mini celebrazioni continueranno per gran parte della seconda metà di gennaio, ma se vuoi davvero vedere come il quartiere celebra il Capodanno Cinese, vai lì il 18 gennaio per il più grande festival di tutti: la Notte a Chinatown e la Parata del Nuovo Anno Lunare. Nel quartiere di Chinatown in genere vengono chiuse molte strade per eventi, mostre culturali, stand gastronomici, spettacoli dal vivo e, sì, una parata molto colorata e rumorosa. Anche le attività commerciali e i ristoranti della zona rimangono aperti fino a tardi per festeggiare. Quindi, mangia tutti i piatti cinesi di buona fortuna che desideri. Metti dei soldi nella bocca di un leone danzante per una buona fortuna nel nuovo anno. Assicurati solo di recarti nel quartiere Chinatown di Honolulu per festeggiare.

Fonte: © 2019 Hawaii Tourism Authority HVCB

Il ponte al contrario più famoso d’Olanda: acquedotto Veluwemeer

L’acquedotto Veluwemeer è una delle opere più straordinarie d’Olanda, famoso per essere un ponte al contrario dove le auto viaggiano sott’acqua e le imbarcazioni sopra.

Il ponte è profondo 3 metri e questo permette alle imbarcazioni di passare facilmente e ai veicoli di attraversare il ponte che si estende per 25 metri di lunghezza e 19 di larghezza. Sui lati ci sono delle passerelle pedonali, non c’è nulla di più divertente che attraversarlo a piedi e trovarsi sospesi nell’acqua.

Uno studio particolare e un design unico al mondo

Il design studiato appositamente ha realizzato un ponte con un leggero tunnel sotterraneo che permette di sfruttare tutte le vie di navigazione. Si tratta di uno degli acquedotti più piccoli al mondo, strutture di questo tipo vengono realizzate con ponti che consentano alle auto di continuare a passare e di lasciare aperta la via a barche e chiatte, molto diffuse in Olanda.

La strada in questo caso collega l’area cittadina a Flevoland, un’isola artificiale creata grazie a terreni bonificati e tre laghi artificiali. L’acquedotto si trova nella città di Harderwijk. Sembra quasi uscito da un dipinto di Escher, basta guardarlo in foto per rendersi conto di quanto sia surreale.

Fonte: www.loveamsterdam.it

BOLIVIA: LAGUNA VERDE

24 Gen 2020 In: Bolivia

Le acque verde smeraldo di questo lago sono uno spettacolari, ma non è il luogo ideale per nuotare.

La Laguna Verde si trova nell’estremo sud-ovest della Bolivia, non lontano dal confine con il Cile. A seconda della forza dei venti, che sollevano l’acqua, i minerali e i sedimenti al suo interno, il colore del lago varia da un tranquillo turchese a uno smeraldo brillante.

La regione dell’Altiplano, o pianura alta, della Bolivia è nota per i suoi paesaggi mozzafiato. Il più famoso di tutti è Salar de Uyuni, la più grande salina del mondo. E a sud delle saline si trovano una serie di laghi d’alta quota, molti dei quali sono noti per le loro distinte acque colorate.

Laguna Colorada è probabilmente il lago più famoso della regione, sia per le sue suggestive acque rosse che per le migliaia di fenicotteri rosa che vengono a nutrirsi del suo plancton. Circa 40 miglia a sud di Laguna Colorada si trova la Laguna Verde, un lago più piccolo ma non meno spettacolare con caratteristiche nettamente diverse.

Laguna Verde, come suggerisce il nome, è molto, molto verde. E a volte sembra … un po’ tossico. Ecco perché i fenicotteri scelgono di non nutrirsi in questo particolare lago.

Laguna Verde ha alte concentrazioni di piombo, zolfo, arsenico e carbonati di calcio, rendendolo meno attraente per tutti tranne che per gli estremofili più resistenti. E a causa dell’elevato contenuto di minerali, le acque del Lago Verde possono rimanere liquide a temperature fino a -21,2 gradi Celsius. Ma questi stessi minerali conferiscono al lago il suo fantastico colore verde, rendendolo un punto di riferimento per i fotografi e gli appassionati di scenari unici.

La natura pittoresca della Laguna Verde è ulteriormente esaltata dalla presenza di Volcán Licancabur, uno stratovulcano il cui cono quasi perfetto sorge a meno di tre miglia a sud-ovest del lago. Licancabur è considerata una montagna sacra e sono stati trovati siti archeologici sui pendii e sul cratere sommitale, che una volta nascondeva una cripta Inca.

Laguna Verde si trova all’interno della Riserva Nazionale Fauna Andina di Eduardo Avaroa nell’estremo sud-ovest della Bolivia, nella Provincia di Sur Lípez del Dipartimento di Potosí. Una stretta strada rialzata separa la Laguna Verde dalla vicina Laguna Blanca (White Lake), il cui colore bianco è anche il risultato di minerali nell’acqua. Molti turisti visitano i laghi durante un tour di più giorni, che è spesso combinato con Salar de Uyuni. Il periodo migliore per visitare la Laguna Verde è durante la stagione secca da aprile a settembre.

Fonte: atlasobscura.com

LA PRESTIGIOSA MAISON DI CHAMPAGNE, FONDATA NEL 1811, FIN DALLA SUA NASCITA HA ACCOSTATO L’AMORE PER I VINI CON LA PASSIONE PER L’ARTE CONTEMPORANEA. CONNUBIO CHE, A PARTIRE DALLO STILE LIBERTY, CONTINUA FINO A OGGI. A PARTIRE DALL’APERTURA DELLA MAISON BELLE EPOQUE. IL DIRETTORE DI PERRIER-JOUËT ITALIA CI RACCONTA LA STORIA

È all’insegna di un legame indissolubile, quello tra l’amore per il vino e la passione dell’arte, che si fonda la storia di Perrier-Jouët, prestigiosa Maison di Champagne fondata nel 1811 da Rose-Adélaïde Jouët e Pierre-Nicolas Perrier e conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini floreali, fortemente caratterizzati dalla presenza dell’uva Chardonnay. Ciò che rende speciale la storia di Perrier-Jouët non è soltanto la cura con cui, dall’Ottocento, la Maison produce i suoi vini, ma anche il rapporto che questi instaurano da sempre con l’arte: risale al 1902 la realizzazione, da parte del pioniere dell’Art Nouveau Emile Gallé, dell’anemone per la Cuvée de prestige Perrier-Jouët Belle Époque, diventato emblema della Maison. La relazione tra Perrier-Jouët e l’arte prosegue fino a oggi, con importanti commissioni ad artisti contemporanei invitati a interpretare secondo i propri stili, linguaggi e sensibilità i temi cari alla Maison, ovvero Natura e Arte, in particolare il Liberty. Qualche esempio? Daniel Arsham, Noé Duchaufour-Lawrance, Miguel Chevalier, Makoto Azuma, Tord Boontje, Studio Glithero e Simon Heijdens, Vik Muniz, mischer’traxler, Ritsue Mishima, Andrew Kudless, Luftwerk e Bethan Laura Wood.

PERRIER-JOUËT. LIBERTY, ARTE CONTEMPORANEA E LA MAISON BELLE ÉPOQUE

Le esperienze sensoriali ed estetiche, declinate in tutte le loro forme, sono quindi alla base della visione di Perrier-Jouët, che ha fatto della bellezza il presupposto, lo strumento e anche il fine della propria ricerca. Conferma questa Weltanschauung un altro importante tassello della storia di Perrier-Jouët, la Maison Belle Époque a Epernay, un tempo residenza di Pierre-Nicolas Perrier e Adélaïde Jouët e oggi hotel, trasformato nell’attuale destinazione d’uso nel 1990 per volontà di Pierre Ernst, attuale Presidente e CEO di Perrier-Jouët. La maison è stata recentemente restaurata di tutto punto e dotata di una foresteria che ospita i fortunati ospiti e clienti della compagnia. Al suo interno è custodita una tra le più straordinarie collezioni di Art Nouveau al mondo, con opere, tra gli altri, di Majorelle, Guimard, Lalique e Rodin. A raccontarci la storia della Maison è Leo Damiani, Direttore Perrier-Jouët Italia, con il quale abbiamo anche parlato del rapporto dell’azienda con l’arte contemporanea.

Potrebbe raccontarci come nasce la Maison Perrier-Jouët e il suo interesse per l’arte?

La Maison Perrier-Jouët nasce dall’amore tra Rose-Adélaïde Jouët e Pierre-Nicolas Perrier che nel 1811, anno della Cometa, realizzano il loro sogno e fondano la loro Maison de Champagne. La prima cuvée realizzata sarà battezzata Vino della Cometa, annata straordinaria. La passione per la Natura e l’interesse per l’Arte sono caratteristiche che accompagnano i fondatori della Maison Perrier-Jouët e i loro successori: Nel 1900 a Parigi si svolgono in contemporanea le Olimpiadi estive e l’Exposition Universelle. È molto probabile che in questo contesto Octave Gallice, nuovo erede della Maison, abbia incontrato e commissionato a Emile Gallé le magnum decorate che arriveranno a Epernay nel 1902 con i famosi anemoni giapponesi, divenuti nel 1969 simbolo della Cuvée Belle Époque.

In che modo l’estetica dello stile Liberty ha influenzato l’immaginario della Maison?

La filosofia dell’Art Nouveau, stile Liberty in Italia, rimane tuttora al centro della linea estetica e stilistica di Perrier-Jouët, ovvero opere che si ispirano alla Natura e ai suoi processi, opere che portano bellezza nella vita quotidiana, opere dette “totali” che cancellano le frontiere tra le varie discipline e infine opere che valorizzano il lavoro artigianale.

Qual è la storia della Maison Belle Époque e della collezione Liberty custodita al suo interno?

Nel 1980, 20 anni dopo aver riscoperto nelle cantine le magnum decorate da Emile Gallé e 11 anni dopo il lancio e il successo della Cuvée Belle Époque, gli allora Direttore Commerciale e Amministratore Delegato della Maison, esteti e amanti dell’arte, danno il via a un progetto folle: costituire una collezione privata di mobili e oggetti Art Nouveau.  Entrambi sentivano la necessità di poter ospitare i loro clienti e amici in un ambiente in stile Art Nouveau. La residenza personale dell’AD dell’epoca divenne così la “Maison Belle Époque” e custodisce al suo interno opere e oggetti, tra gli altri, di Hector Guimard, Louis Majorell, Jacques Gruber, Daum, Toulouse-Lautrec, Gallé. La Maison Belle Époque accoglie ancora oggi ospiti internazionali importanti.

Come continua nel corso del Novecento il rapporto tra la Maison e l’arte e quale tipo di progetti avete realizzato con gli artisti contemporanei? Quale linea estetica e stilistica viene perseguita dalla Maison?

Da allora la Maison Perrier-Jouët non ha mai più smesso di collaborare con artisti (Makoto Azuma, Tord Boontje o Vik Muniz) e designer contemporanei che si ispirano alla filosofia dell’Art Nouveau. Dal 2012 Perrier-Jouët è partner della fiera internazionale Design Miami. In questa occasione ogni anno viene commissionata un’opera a un giovane designer, che viene svelata ed esposta durante la fiera per poi raggiungere la collezione Perrier-Jouët a Epernay. Dopo le installazioni dello Studio Glithero, del duo mischer’traxler o di Bethan Laura Wood, nel 2019 per la prima volta sarà un designer italiano, Andrea Mancuso dello studio Analogia Project, a creare un progetto ispirato agli champagne Perrier-Jouët.

Fonte: artribune.com – Desirée Maida

Una nuova ricerca ha indicato che il corallo morente nella Grande barriera corallina in Australia potrebbe essere rianimato dai suoni ambientali del corallo sano.

Secondo un rapporto pubblicato su Nature Communications, i suoni di barriere coralline sane possono attirare i pesci nelle aree in cui il corallo è morto, aiutando a pulire la barriera corallina e fare spazio a nuovi coralli e farli crescere. Per 40 giorni, i ricercatori hanno riprodotto registrazioni di rumori emessi da banchi di pesci e altri suoni tratti da regioni sane di barriera corallina su altoparlanti subacquei in zone morte di coralli a Lizard Island. Questa tecnica riproduce i suoni che si perdono quando le barriere coralline subiscono un degrado, il che è importante perché i pesci giovani si avvicinano a questi suoni quando cercano un posto dove stabilirsi.

I ricercatori hanno scoperto che il numero di pesci è raddoppiato e che le specie sono aumentate del 50% rispetto ai siti di controllo senza audio. Lo studio è stato condotto dal biologo marino Tim Gordon dell’Università di Exeter e dai suoi colleghi, che hanno installato altoparlanti sottomarini in zone di corallo morto sulla Grande Barriera Corallina recentemente devastata. Lo scopo della loro ricerca è di aiutare a ripristinare alcune delle funzioni dell’ecosistema nelle barriere coralline che sono state danneggiate dalla decolorazione dei coralli o dai cicloni. I pesci sono vitali affinché le barriere coralline funzionino come ecosistemi sani e si spera che l’aumento delle popolazioni ittiche in questo modo possa favorire i processi naturali di recupero.

Fattori di stress come i cambiamenti climatici, la pesca eccessiva e l’inquinamento devono ancora essere gestiti, e mentre attirare più pesci non salverà da solo le barriere coralline, nuove tecniche come questa potrebbero prestare più strumenti nella lotta per salvare ecosistemi preziosi e vulnerabili. I ricercatori affermano che adottare misure attive per mantenere in salute le comunità ittiche sarà vitale per invertire il degrado della barriera corallina. “I pesci eseguono una serie diversificata di importanti processi funzionali, il che significa che le barriere coralline danneggiate hanno maggiori possibilità di recupero se hanno popolazioni di pesci sane”, affermano.

Fonte: www.lonelyplanet.com

VIVI LA TANZANIA NELLA PRIVACY DEL TUO CAMPO PRIVATO CON INTIMATE PLACES

I visitatori della Tanzania che desiderano convivere con la straordinaria fauna selvatica, avifauna e natura che si trovano all’interno dei suoi confini nell’assoluta privacy dei loro dintorni non devono cercare altro che Intimate Places, i cui campi privati ​​offrono esperienze uniche.

Il tuo campo privato può essere allestito quasi ovunque desideri sul circuito safari settentrionale della Tanzania.

Le località includono tutti i parchi nazionali e destinazioni “fuori dai sentieri battuti” come il Kilimangiaro occidentale e i laghi di Natron o Eyasi.

I campi Intimate Places sono gestiti da chef, maggiordomi e assistenti di tenda privati, tutti chiamati a soddisfare ogni tuo capriccio. Le dimensioni del campo possono variare tra una tenda d’alloggio per due persone e un massimo di 15 tende d’alloggio per un massimo di 30 persone.

Poiché questi campi sono privati, Intimate Places è in grado di personalizzare i servizi che incontrano i tuoi desideri specifici. Quindi, i menu serviti nel corso del tuo soggiorno, le bevande disponibili dal loro bar ben fornito, i tipi di letti messi a disposizione in tende e persino le distanze tra una tenda e l’altra sono tutti discussi e concordati con te prima del tuo soggiorno, in modo da assicurare le aspettative che hai riguardo al tuo campo.

Le attività variano in base alla posizione scelta per il campo. Tuttavia, questi possono includere game drive per visualizzare la maestosa migrazione degli gnu e altri animali selvatici e avifauna; passeggiate di caccia, passeggiate nella natura e passeggiate con antiche tribù africane come i Maasai e gli Hadzabe; guida di giochi fuoristrada e di guida notturna; escursioni sulle pendici dei Monti Kilimanjaro, Meru o Ol Doinyo Lengai e osservazione del gioco mattutino dai cieli in mongolfiera.

Il campo mobile privato e di lusso è ampiamente considerato come il più autentico delle esperienze Safari. Ti consente di fonderti e diventare parte degli ambienti che desideri sperimentare. E una volta che parti, godrai di un’esperienza incredibile e i tuoi preziosi ricordi e le immagini che porti via con te rimarranno indelebili per molti anni a venire.

Fonte: xoprivate.com

In Egitto ritrovato il Libro delle due Vie,
il testo illustrato più antico al mondo

I libri illustrati esprimono sempre un certo fascino e ogni libreria che si rispetti dovrebbe averne una buona selezione. Ma questo è un po’ difficile da trovare nei negozi, oltre che da sfogliare. In Egitto è stata scoperta la copia più antica di quello che viene considerato il primo testo illustrato al mondo: un’edizione del Libro delle due vie risalente a 4mila anni fa. La scoperta è stata pubblicata per la prima volta nel Journal of Egyptian Archaeology, già a settembre, in un articolo di Harco Willems, professore all’Università di Lovanio in Belgio e tra i maggiori esperti dei Testi dei Sarcofagi.

Si tratta di una sorta di precursore del corpus di testi funebri raccolto nel famoso Libro dei Morti, insomma, una guida per il caro estinto che descriveva i due percorsi irti di ostacoli, uno via terra e l’altro via acqua, che l’anima poteva intraprendere per approdare al cospetto di Osiride, sovrano e giudice supremo del regno dei morti.

Chiaramente non è un libro come siamo abituati a sfogliarne, visto che questi testi erano incisi sulle pareti di legno dei sarcofagi. Ovvio, visto che dovevano essere letti dai defunti nel corso del pericoloso viaggio negli inferi, durante i quali potevano essere assaliti da ogni sorta di demoni. Per non parlare di fiamme ardenti e custodi piuttosto gelosi. Insomma, una via di mezzo tra racconto di avventura e formula magica rituale.

Sebbene nelle iscrizioni si faccia riferimento a un governatore di nome Djehutynakht, la ricerca di Willems ha rivelato che la bara originariamente conteneva i resti di una donna di nome Ankh, indicata in tutto il testo come “lui” e imparentata con un alto funzionario della provincia. Anche in questo caso, nulla di strano, visto che spesso le defunte venivano chiamate con pronomi maschili, per assomigliare di più a Osiride. Gender fluid ante litteram? Mah.

Dal 2001, Willems ha supervisionato gli scavi nella necropoli copta di Dayr al-Barshā, utilizzata come cimitero durante il periodo del Regno Medio, dal 2055 al 1650 a.C. circa. Gli antichissimi frammenti del sarcofago sono stari ritrovati all’interno di un lungo un pozzo, nella tomba di un antico governatore provinciale egiziano di nome Ahanakhtin già nel 2012. Ma il fragile stato dei manufatti, saccheggiati ripetutamente nel corso dei millenni e attaccati da funghi degradatori del legno, ha impedito agli studiosi di effettuare ricerche e verifiche, almeno fino a ora. Le immagini ritrovate su due pannelli di cedro, infatti, sono state elaborate con DStretch, un potente software in grado di restituire immagini ad alta definizione, hanno rivelato incisioni preziose con figure e geroglifici, nonostante i segni siano perlopiù sbiaditi a occhio nudo.

Sulla base di iscrizioni su altri manufatti tombali che fanno riferimento al faraone Mentuhotep II, che regnò fino al 2010 a.C., Willems ritiene che questo Libro delle due vie recentemente identificato sia più antico di almeno quattro decenni delle altre versioni precedentemente conosciute del testo e già ritrovate in Egitto.

Fonte:  anubi.org – Leonardo Lovari


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