L’hotel, noto per la vista sul Diamond Head, ritorna all’età dell’oro di Waikiki con un design open-air ispirato agli anni ’70.

La hall del Queen Kapiolani Hotel, con il suo nuovo design a cielo aperto, è solo una delle tante modifiche dell’hotel, che ha iniziato un progetto di ristrutturazione da $ 35 milioni alla fine dell’anno scorso. Inaugurato originariamente nel 1967,il Queen Kapiolani Hotel è sempre stato famoso per la sua grande collezione d’arte e per il suo eccellente brunch, che ha attira molti visitatori locali e stranieri.

Il cambiamento più notevole e la sua nuova estetica mescola scelte di design contemporaneo con opere d’arte, arredi e layout che ricordano la Waikiki degli anni ’70.

Opere d’ispirazione retrò come questo pezzo di Mike Field adornano l’hotel e le stanze

Le camere, con le loro sedie retrò, i comodini a gamba stretta e gli angoli per la colazione, sono tutte decorate con una combinazione di colori pastello e verdi d’oca e sono un accogliente punto di partenza per visitare l’isola di Oahu. Tutte le camere dispongono inoltre di servizi moderni ed eco-sensibili, come la connessione Wi-Fi, una sveglia Bluetooth e tazze riutilizzabili.

La terrazza della piscina, recentemente rinnovata, offre anche una splendida area lounge con una magnifica vista sul Diamond Head e Kapiolani Park.

E per quanto il Queen Kapiolani Hotel cambi e si rinnovi, c’è una cosa che rimarrà sempre la stessa:
l’incredibile vista sul Diamond Head, Kapiolani Park e l’oceano!

Una vista dal lanai di una delle camere del 18 ° piano. 

 

 

Fonte: Hawaii Magazine. Queen Kapiolani Hotel

 

 

PICARONES – LE FAMOSE FRITTELLE PERUVIANE

20 Ott 2018 In: Perù

Le ciambelle di patate dolci sono parte integrante
della comunità afro-peruviana.

Durante un periodo di quasi 300 anni sotto il dominio spagnolo, in Peru gli spagnoli introdussero le frittelle di pasta, chiamate localmente buñuelos. Sfortunatamente, i colonizzatori introdussero anche il commercio degli schiavi africani! Sono stati i cuochi africani ridotti in schiavitù a ripristinare la ricetta originale dei buñuelos utilizzando patate dolci e zucche peruviane, friggendo l’impasto in lardo bollente e infine riducendone la croccantezza ricoprendoli con uno sciroppo dolce.

Il Perù riacquistò l’indipendenza dalla Spagna nel XIX secolo, ma i buñuelos modificati, ora noti come picarones, erano diventati parte integrante della cultura afro-peruviana. Le famiglie tramandarono le ricette attraverso le generazioni successive e la frittella dolce si fece strada nelle sagre, durante le processioni religiose e sulle strade. Oggi, i picarones sono molto popolari sia in Peru che in Cile. Venditori ambulanti e ristoranti tradizionali continuano a servire le frittelle della vecchia scuola, soprattutto per sfamare le folle che si attardano di notte nella capitale del Peru, Lima. Durante le celebrazioni religiose di ottobre gli chef di picarones  preparano in strada le famose frittelle. E’ stupendo vederli modellare la pasta con una mano prima di lanciare ogni anello in una vasca di olio bollente.

Cercate i venditori di picarones nel Parque Kennedy a Miraflores, nel Parque Castilla a Lince e nel Parque de la Cruz a Barranco.

 

Fonte: Atlasobscura

Una costruzione abitabile, ma anche una scultura in movimento. ReActor, progetto degli artisti Alex Schweder e Ward Shelley, trasforma l’architettura in un processo performativo!

Tra le colline dello stato di New York, nel parco di sculture Art Omi, i due artisti Alex SchwederWard Shelley hanno dato vita a ReActor: una casa di circa 13 metri di lunghezza che ruota su se stessa a 360° e si bilancia soltanto grazie a una singola colonna di cemento. La struttura, del tutto trasparente, si muove seguendo le oscillazioni prodotte all’interno dell’abitazione e si inclina in base al vento. I movimenti scenografici di ReActor, e del duo Schweder – Shelley, che l’ha abitato, sono stati visibili agli spettatori nel 2016 per cinque giorni.
Questo è un teatro contemporaneo in cui la “performance architecture” non è semplice spettacolo ma forma di ricerca. Costruire – fare arte – portare in scena uno spettacolo. Essere architetti, artisti, attori. Lo stupore e il fascino arrivano immediatamente in chi guarda, lo lasciano a pensare come l’architettura possa essere ancora declinata in molteplici forme, e lo cattura. Vista la grande attenzione che quest’opera ha suscitato, è rimasta nel parco di Omi fino all’agosto 2018.

 

Fonte: Artribune – F. Gerini

Viaggiare quasi a contatto con l’acqua: un’esperienza unica che rivoluzionerà il mondo delle crociere.

Nel mondo delle crociere è in corso, ormai da anni, una guerra silenziosa tra compagnie, che tentano in tutti i modi di stupire i propri passeggeri con cattedrali marine gigantesche. C’è però chi ha ben pensato di tirarsi fuori da questa assurda gara all’accrescimento, provando a cambiare le regole del gioco invece di seguire la corrente.

Nello specifico si parla di Celebrity Cruises, società impegnata al momento nella realizzazione della Celebrity Edge, nella zona nord-ovest della Francia presso Chantiers d’Atlantique. Una nuova creatura dalle dimensioni ‘contenute’, rispetto alla concorrenza, che punta tutto sull’interno, promettendo al pubblico di offrire un’esperienza unica, in grado di rivoluzionare il mondo delle crociere.

L’endoscheletro sarà qualcosa di mai visto prima, distanziandosi dai modelli classici, che fanno affidamento su stili secolari, con uno scafo solido atto a tenere insieme la nave. In questo caso invece la ‘colonna vertebrale’ della nave viene spostata al centro, con i lati che sono aperti, consentendo così la creazione di suite magnifiche, ricche di luce e con viste spettacolari. Un modo di viaggiare unico, rendendo il viaggio in mare non soltanto un costante salterellare da un’attività all’altra.

Il progetto è stato realizzato sfruttando interamente la tecnologia 3D, consentendo agli ingegneri all’opera di superare quelli che venivano ritenuti dei limiti. I primi passeggeri a salpare andranno dalla Florida ai Caraibi, nel dicembre del 2018. Secondo Celebrity saranno molto più vicini all’oceano, offrendo un’esperienza al limite, pur restando sicura. Sarà un po’ come superare il parapetto, avvicinandosi alle onde, senza il rischio di finire in mare.

Il costo di tale operazione è di un miliardo di dollari, data l’innovativa tecnologia adoperata. La compagnia, però, non intende fermarsi qui e, prevedendo il gran successo, ha in cantiere una nave gemella, la Celebrity Apex, che sarà lanciata nel 2020. Nel 2017 sono stati 24.7 milioni i passeggeri che hanno vissuto l’esperienza di una crociera, mentre nel 2018 si stima di poter raggiungere quota 28 milioni. Un mercato più che mai vivo dunque, che di certo ripagherà la Celebrity dell’investimento.

Un giro d’affari di 45.6 miliardi di dollari, con Carnival e Norwegian (principali competitor) a loro volta al lavoro per attirare potenziali clienti verso le proprie sponde.

 

Fonte: SiViaggia It

IL CIBO TRADIZIONALE IRLANDESE

18 Ott 2018 In: Irlanda

L’Italia ha la pasta, la Spagna la paella, l’America gli hamburger e la Francia le escargot. E l’Irlanda?

A parte lo stufato irlandese, da sempre uno dei piatti più amati, il cibo irlandese non è sicuramente tra i più rinomati al mondo. Ora però i locali più alla moda e i migliori chef stanno riscoprendo l’eredità culinaria del Paese, con artigiani stimati che realizzano prodotti di qualunque tipo, dal premiato black pudding (Kanturk) all’apprezzatissimo formaggio a latte crudo (Durrus).

Il risultato? I prodotti stanno giungendo sugli scaffali di alcuni dei migliori negozi e grandi magazzini del mondo (Fortnum & Mason a Londra, Dean & DeLuca a New York) e moltissimi chef irlandesi stanno riscoprendo le ricette tradizionali.

“Negli ultimi anni vi è stata una rinascita della scena gastronomica irlandese” ha dichiarato il famoso chef Darina Allen al quotidiano Irish Independent. “Gli chef irlandesi sono diventati più avventurosi e molti apprezzano sempre di più i prodotti di qualità del Paese, che li rendono orgogliosi di servire i cibi della tradizionale nazionale.”

Cibi ignorati per anni vengono ravvivati e serviti in caffè e ristoranti dell’isola, con specialità regionali.

Puoi provare un “blaa” (un morbido panino bianco) a Waterford; fare una scorpacciata a colazione di Ulster Fry a Belfast; fare uno spuntino con alga salata di Dulse nelle zone costiere o scoprire il tuo lato avventuroso gustando dell’anguilla fritta del Lough Neagh. E poi il soda bread, le focaccine di patate, lo stufato irlandese, le chele di granchio e la zuppa di pesce, senza dimenticare le patate...

“A volte le persone scherzano sulla nostra ossessione per le patate” afferma lo chef Liz Moore, che in passato ha lavorato presso la Belle Isle Cookery School nel Fermanagh. “Ma basta guardare la quantità di piatti fantastici a base di patate: lo champ (purè con burro e cipolle), il fadge (tortino di patate), il boxty, il colcannon e molti altri. Le versioni del soda bread e del pane di frumento sono così numerose che sono stati scritti volumi di libri di cucina al riguardo.”

Entra in un caffè, ristorante o pub e vedrai ancora sul menu i piatti tradizionali della cucina irlandese, dal nutriente e dolce soda bread alle deliziose chele di granchio al burro e al cavolo con bacon, sempre di moda. La tradizione è viva e ben radicata nell’isola e, in un mondo in cui le tendenze culinarie vanno verso la globalizzazione, è un bene sapere di poter contare sull’autenticità dell’Irlanda, da gustare in tutta semplicità.

 

Fonte: Ireland.com

MUMBAI: LA SINAGOGA DI MAGEN DAVID

18 Ott 2018 In: India

La sinagoga di Magen David

La più grande sinagoga per la comunità ebraica di Baghdadi in Asia si trova a Mumbai, in India!

Situato nel vivace quartiere di Byculla, Mumbai, la Sinagoga blu di Magen David, una sinagoga ortodossa sefardita, fu costruita nel 1864 per la crescente popolazione di ebrei di Baghdadi a Mumbai. Al di fuori di Israele, gli ebrei di Baghdadi dispongono della sinagoga  più grande in tutta l’Asia.

Originariamente fondata da David Sassoon, che faceva parte della famiglia Sassoon, stabilìtasi a Mumbai intorno 1832, la Magen David Synagogue fu costruita come una sinagoga ortodossa sefardita per la comunità ebraica di Baghdadi in India.

Nel 1910, a causa dell’aumento della popolazione ebraica a Mumbai, Jacob Sassoon, nipote di David, ingrandì la sinagoga per poter ospitare più fedeli della congregazione durante le funzioni. Oggi, le funzioni giornaliere del mattino e le preghiere del Sabbath sono ancora celebrate. La sinagoga è aperta a tutte le religioni, sebbene i membri della comunità siano principalmente Bene-Israel, Cochini o Baghdadi Jewish.

A Mumbai, la sinagoga si distingue per la sua facciata blu brillante, le enormi colonne frontali e le meravigliose vetrate colorate. L’edificio presenta anche una torre dell’orologio e una grande sala di preghiera. La torre dell’orologio è visibile nel quartiere congestionato di Byculla accanto a aziende, uffici, scuole, venditori ambulanti e negozi.

La sinagoga ha due scuole ebraiche ad essa associate. Mentre le scuole una volta erano esclusivamente per i bambini ebrei, nel tempo – con la migrazione delle comunità ebraiche di Baghdadi in altri paesi come Israele, Australia, Regno Unito e Canada – le scuole hanno aperto le porte a tutte le comunità nell’area di Byculla.

 

 

Fonte: Atlasobscura

LA STORIA DELLA PIXAR IN MOSTRA A ROMA

17 Ott 2018 In: italia

Al Palazzo delle Esposizioni
30 anni di animazione Pixar!

Come si realizza un film d’animazione oggi? Una mostra a Roma racconta la storia della Pixar, la casa di produzione statunitense che da tre decenni sforna capolavori. Uno sguardo dietro le quinte con oltre 400 opere e due installazioni spettacolari.

I film della Pixar, nata da una divisione della Lucasfilm di George Lucas e dal 2006 proprietà della Walt Disney, non hanno bisogno di presentazioni. Dalla metà degli Anni Ottanta, quando lo studio californiano muoveva i suoi primi passi, fino a oggi, le produzioni che portano questo marchio sono state una sequela di grandi successi. Dall’ormai mitico Toy Story, primo lungometraggio realizzato interamente in computer grafica, uscito nel 1995, al più recente Coco, passando per Nemo, Monsters&Co e Inside Out.

UNA BOTTEGA RINASCIMENTALE DIGITALE

Oggi questa storia viene raccontata in una grande mostra che aprirà a Roma il prossimo 9 ottobre, nelle sale del Palazzo delle Esposizioni, dopo aver girato il mondo, arricchendosi e aggiornandosi di anno in anno. Il progetto espositivo infatti debuttò al MoMa di New York nel 2005 per poi intraprendere un tour globale (una tappa si era vista anche al PAC di Milano nel 2011).
La mostra è concepita per approfondire il lavoro di quella che è una vera e propria bottega rinascimentale digitale che crea capolavori, dove disegno a mano, scultura e informatica coesistono sul grande schermo in una sintesi armonica”, spiega Maria Grazia Mattei (presidente di MEET che è partner del progetto) curatrice della mostra insieme a Elyse Klaidman.

PERSONAGGI, STORIE, MONDI

Fabio Fornasari, che è stato chiamato a progettare gli spazi e il percorso della mostra, ha deciso di suddividere i materiali in tre macro sezioni, che corrispondono agli elementi fondanti del processo di produzione di un film: Personaggio, Storia e Mondo. All’interno di queste tre aree verranno esposte oltre 400 opere che mostrano il dietro le quinte di ciascuna pellicola, mettendo a nudo tutte le fasi del processo creativo con disegni a matita e a pennarello, dipinti ad acrilico, acquerelli, bozzetti digitali, calchi e modellini. L’obiettivo è quello di mostrare come la manualità e la tecnologia possano coniugarsi armonicamente per produrre risultati convincenti.
A completare il percorso, due concessioni all’elemento spettacolare: le installazioni ArtscapeZoetrope, che cercheranno di far rivivere le opere esposte attraverso l’animazione e gli effetti speciali.

 

 

Fonte: Artribune – V.Tanni

PHANG NGA BAY

Scivolando in kayak nelle acque cristalline della baia di Phang Nga mi trovo davanti ad un paesaggio surreale: centinaia di picchi calcarei affiorano dall’acqua davanti a spiagge bianchissime circondate da una vegetazione lussureggiante ricca di mangrovie e di palme le cui fronde oscillano seguendo la leggera brezza che soffia dolcemente. Nella zona ci sono numerose caverne mozzafiato che si ritiene si siano create migliaia di anni fa quando il territorio non era ricoperto dall’acqua del mare.

 

E’ la prima volta che vengo in Thailandia eppure questi luoghi mi sembrano familiari….. infatti, è proprio a Khao Phing Kan, conosciuta come l’isola di James Bond, che nel 1976 è stato girato il film 007 – L’uomo dalla pistola d’oro. Celebre è una roccia calcarea che emerge dal mare, il Ko Ta Pu, alta circa venti metri, che appare anche in un altro film di 007: Il domani non muore mai, dove l’affascinante agente segreto di Sua Maestà attraversa lo specchio d’acqua della baia in compagnia di una splendida spia cinese.

Phang Nga Bay è un paradiso naturale da esplorare. Praticando lo snorkeling e le immersioni si avrà modo di scoprire le meraviglie della barriera corallina ricca di decine di specie di pesci e coralli dai colori vivaci. Inoltre, la zona è piena di grotte e caverne nascoste nelle lagune dell’isola circondate da una meravigliosa foresta tropicale, dove vivono volatili e animali in un ecosistema perfettamente equilibrato.

Un viaggio in Thailandia non è completo se non si visita
la baia di Phang Nga Bay!

 

 

Cărtureşti Carusel Bookstore
a Bucarest in Romania.

Questo edificio un tempo abbandonato è ora una delle librerie più belle del mondo!

Questo meraviglioso edificio fu costruito nel 1903 da una ricca famiglia di banchieri greci, ma fu successivamente confiscato dal regime comunista negli anni ’50. Fu trasformato in un emporio generale, in seguito abbandonato e lasciato decadere quando il comunismo crollò.

Il nipote del banchiere, che originariamente acquistò l’edificio nel 1903, richiese che fosse restituito alla sua famiglia, in quanto eredi legali. Ci sono voluti 24 anni di battaglie in tribunale per districare le pratiche burocratiche e trovare i documenti negli archivi, ma alla fine entrò in possesso dell’edificio, ormai decadente, nel 2007. Iniziò, quindi, un’importante ristrutturazione che trasformò l’edificio nell’attuale Cărturești Carusel (“Carousel of Light”).

L’ampia ristrutturazione è andata ben oltre, trasformando l’edificio in uno splendido negozio considerato una delle più belle librerie della Romania e persino del mondo. Settantacinque persone hanno lavorato per 20.000 ore nel corso di cinque anni, ristrutturando e personalizzando ogni singolo dettaglio. I tre piani del negozio si estendono su più di 10.000 metri quadrati che contengono tantissimi libri. Ci sono eleganti balconi curvi disposti su ciascuno dei piani superiori, un grande spazio aperto nel mezzo e una sala da tè al piano più alto che offre una splendida vista dell’intero edificio.

Aperto dal lunedì al mercoledì dalle 10.00 alle 22.00; Giovedì e domenica dalle 10.00 alle 22.30; e venerdì e sabato dalle 10.00 alle 14.00.

 

 

Fonte: Atlasoscura

LA CAVA DI BAUXITE DI OTRANTO

16 Ott 2018 In: italia

Un laghetto dalle acque color smeraldo incastonato in un cratere di terra rosso e circondato dal verde brillante della vegetazione circostante…. siamo su un altro pianeta?

Ci troviamo nella cava di Bauxite di Otranto!

La Bauxite è un minerale dal quale si ricava l’alluminio. Il giacimento fu scoperto nel 1940 e lo sfruttamento cessò nel 1976. Da questo momento grande MADRE NATURA si è riappropriata del territorio ricreando un ecosistema ricco di flora e fauna.

Dopo l’abbandono della cava, l’acqua proveniente dalle falde acquifere presenti nel territorio ha formato un laghetto, il cui colore verde è particolarmente intenso, perché ci sono residui di Bauxite. I calanchi che circondano il cratere sono color rosso ruggine grazie alla presenza del minerale e il contrasto cromatico con l’ambiente circostante mette maggiormente in risalto il verde vivace della vegetazione.

In questo paesaggio estremamente suggestivo si ha la netta sensazione di quanto la Natura riesca sempre a prevalere per rimediare all’intervento umano, che ha modificato l’ambiente durante l’estrazione del minerale, diventando un luogo di riferimento per molte specie animali.

L’abbandono della cava ha permesso alla Natura di avanzare e, anche se ogni tanto la terra rossa, che circonda la cava, viene prelevata per la produzione di colori utilizzati dall’artigianato locale, il rispetto dei processi naturali del territorio è garantito.

 

 


Video









Cerca