Il primo luglio riapre Grotta Palazzese a Polignano a Mare, hotel a cinque stelle a picco sull’acqua, dove sarà possibile soggiornare in una delle 15 camere o delle tre dépendance disseminate nel centro storico, vicine al mare.

Il pavimento delle camere ha delle sfumature blu che danno l’impressione di muoversi sull’acqua, in alcune c’è un caminetto, tende elettriche nascoste nel controsoffitto e televisori 5K con i quali si interagisce grazie agli iPad a disposizione dei clienti. In una suite c’è un bagno turco e un terrazzo di 50 metri, in un’altra un terrazzo di 40 metri che ospita la Iacuzzi idromassaggio.

Sotto l’albergo c’è il rinomato Grotta Palazzese, considerato uno dei posti più spettacolari al mondo e quest’anno in cucina c’è lo chef stellato Felice Sgarra.

Nelle stanze sono stati apposti dei cartelli che indicano: “Vietato tuffarsi” e “Vietato pescare” e non saranno accettati bambini con meno di 12 anni proprio per evitare ogni tipo di rischio.

Fonte: Deejay.it

Un tempo conosciuta con il nome di Mazagan, questa città costruita dai portoghesi si staglia fieramente sull’oceano dal 16esimo secolo. I suoi tesori architettonici perfettamente conservati, un mix di influenze culturali europee e marocchine, le hanno permesso di conquistarsi un posto nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Visita la misteriosa cisterna della città con i suoi imponenti archi: gli appassionati di film la riconosceranno come set di alcune delle scene di “Othello”, nella versione di Orson Welles. Ancora oggi diverse produzioni cinematografiche e televisive scelgono El Jadida per il suo grande fascino.

El Jadida-Mazagan è una città a cavallo tra passato e presente che offre una vasta gamma di attività ai suoi visitatori. Approfitta al massimo delle sue spiagge, i suoi campi da golf ultra moderni e l’atmosfera festosa del resort oppure vai alla scoperta delle antiche tradizioni al moussem Moulay-Abdellah Amghar. Una festa consolidata nel tempo dove potrai assistere ad una dimostrazione di falconeria e prendere parte ad eventi epici come la Fantasia.

Dalle cime dei bastioni di El Jadida

El Jadida è posta come sentinella sulle sponde dell’Atlantico. Circondata da straordinari baluardi e costellata di torri bagnate dall’oceano, l’antica città fortificata portoghese, conserva ancora al suo interno un’aria militare. I numerosi bastioni rimasti danno al turista una visuale fantastica sulla città.

Proprio davanti c’è la medina, con le sue mura merlate, i vicoli labirintici e la famosa cisterna portoghese. Continua visitando i dintorni e guarda verso il mare, dove il faro di Sidi Bouafi è stato per quasi un secolo la guida per i marinai che entravano nel porto.

Le vette delle fortificazioni ti hanno mostrato tutte le ricchezze di El Jadida. Adesso è il momento di scendere per dare un’occhiata più da vicino a questi tesori della storia marocchina.

Il piacere di nuotare ad El Jadida

Le coste settentrionali e meridionali dell’ex Mazagan ospitano piacevoli spiagge dove puoi tranquillamente nuotare e rilassarti.

A solo 3 km da El Jadida, la spiaggia Sidi Bouzid è senza dubbio quella che ti piacerà di più. La sua sabbia bianca e l’acqua trasparente rinfrescata dalle correnti delle Isole Canarie la rendono una delle spiagge più famose del Marocco.

Puoi anche arrenderti ai piaceri di Haouzia, la bellissima e tranquilla spiaggia di Azemmour.

Tra windsurf, vela, sci d’acqua e moto d’acqua, puoi anche viziarti con uno dei tuoi sport preferiti. Se sei un amante del surf, probabilmente già sai che Sidi Bouzid è una destinazione molto famosa nel mondo.

Dopo aver trascorso una giornata perfetta in spiaggia, che ne dici di una lunga passeggiata su Boulevard di Suez o intorno al porto di El Jadida di fronte al Bastione de l’Ange, dove potrai gustare un ottimo pesce fresco? L’alosa, cugina deliziosa della sardina, è il pesce più famoso della regione, ma ci sono altri pesci per solleticare il tuo palato, inclusi i ricci di mare e le ostriche di Oualidia, un’incantevole città turistica a sud di El Jadida.

El Jadida-Mazagan sarà anche una città turistica, ma riesce a conservare il suo fascino autentico.

Fonte: visitmorocco.it

Dakhla è un angolo di paradiso nel sud del Marocco, persa tra le acque dell’Atlantico e le sabbie del Sahara. I piaceri che offre andrebbero intensamente vissuti. Con chilometri di spiagge deserte di sabbia fine, Dakhla rappresenta un paesaggio sublime. ti sentirai connesso con la natura, tanto misteriosa quanto incontaminata e avrai l’opportunità di rilassarti o di partecipare a ogni tipo di sport acquatico.

Queste sono tra le più belle coste del Marocco. Al riparo dal mondo grazie al deserto circostante, costituiscono un pacifico rifugio – il luogo ideale per rilassarsi al sole ad una temperatura di 25 gradi costante per tutto l’anno.

Due delle spiagge vicine sono particolarmente famose: PK25 e Foum El Bouir. La prima è un luogo ideale per trascorrere il tempo e ED è accattivante specialmente per i kitesurfer. Lasciati sollevare dai venti favorevoli e cimentati in una delle tue migliori figure di sempre. Questa spiaggia è fatta per rilassarsi e nuotare tranquillamente nelle acque calme e cristalline della laguna. L’atmosfera di Foum El Bouir, rinomata per gli sport acquatici, è più vivace. Surfer professionisti e amatoriali, sciatori d’acqua e windsurfer accorrono qui per lasciarsi trasportare dal vento e dalle onde.

Guarda oltre il punto in cui le dune di sabbia affondano nel mare, segnando il punto più bello della zona è Pointe du Dragon, famoso in tutto il mondo. I suoi cavalloni sono impressionanti e i surfer più celebri hanno cavalcato le spettacolari onde che si dispiegano per centinaia di metri.

Lascia che il vento sia la tua guida a Dakhla

Dakhla è un sogno divenuto realtà per gli sport con onde e vento. Con il cielo limpido e soleggiato della costa Atlantica, lasciati trasportare dalle onde e consenti al vento di essere la tua guida.

Anche la pesca è un’attrazione importante a Dakhla. Prova il surf-casting dalla riva- rimarrai sorpreso dai risultati! Puoi anche noleggiare un gommone e farti accompagnare da una guida per vedere i dintorni dell’area con il maggior numero di punti per pescare.

Che tu preferisca stare in equilibrio su una tavola o rilassarti con una canna da pesca, Dakhla è una meta paradisiaca per chi ama stare all’aria aperta.

Le ricchezze naturali di Dakhla

Dakhla offre anche l’avventura: porta per il deserto, la città si apre all’immensità del Sahara. L’oceano intorno non è solo un ottimo posto per bagnarsi. Vi piacerà anche scoprire le sue ricchezze nascoste.

Se optate per un’avventura sulla terraferma, potete partire alla scoperta del Sahara e dei suoi misteri. Sfrecciate nella sabbia in un 4×4, placate la vostra sete alla sorgente di Asma e dirigetevi verso Dune Blanche. Potete anche cavalcare un cammello per conquistare il deserto all’antica maniera e ammirare gli scenari della natura – sono, dopotutto, tra i più belli al mondo.

Molto più che un luogo di riposo, Dakhla vi invita a vivere un’avventura e fare una vacanza attiva!

Come naufragi sulle spiagge di Dakhla

La baia di Dakhla si estende su una penisola alle foci del Rio de Oro. Le tiepide acque turchesi della sua splendida laguna offrono rifugio ad uccelli migratori, fenicotteri rosa, tartarughe, foche monache, razze e delfini sousa. Potete ammirarli dalla punta meridionale della penisola presso Punta Sarga.

Andate più a sud per ammirare le magnifiche spiagge di sabbia bianca a Puertito, così come la spiaggia di Porto Rico, dove è possibile bivaccare in tradizionali tende khaimat.

Dakhla è una porta per il deserto e per l’Africa subsahariana, ma è soprattutto una porta per il paradiso!

Fonte: visitmorocco.it

VERANO PRESIDENTE

Luogo: itinerante – Data: da Luglio a Settembre

La “Cerveceria Nacional Dominicana” celebra l’estate con una serie di eventi ogni fine settimana con sorprese e feste, con cantanti, dj internazionali e nazionali, giochi e altro ancora. L’evento sarà itinerante e toccherà differenti regioni del Paese.

DOMINICAN RUM FESTIVAL

Luogo: Anfiteatro di Puerto Plata – Data: 19-20 Luglio

I partecipanti a questo evento potranno assaggiare e degustare tutte le tipologie di rum provenienti dalla Repubblica Dominicana, oltre ai più noti brand internazionali che saranno presenti a questa manifestazione.

CABARETE KITE FESTIVAL

Luogo: Cabarete – Data: 22-28 Luglio

Come ogni anno, questo evento torna sulle spiagge di Cabarete per farvi “volare” con i professionisti di questo sport. Pura adrenalina ti attende!

SVILUPPATO IL PRIMO MUSEO VIVENTE DEL MARE

La fondazione Grupo Punta Cana ha sviluppato il primo “Museo vivente del mare” a Punta Cana, nell’area marina protetta chiamata Colosseo, destinata esclusivamente alle immersioni ricreative, alla conservazione delle specie ed alla ricerca scientifica. Situato nella barriera corallina di fronte al Punta Cana Resort & Club. All’interno del “santuario marino delle scogliere del sud-est”, nel “Museo vivente del mare” i visitatori saranno in grado di esplorare il paesaggio vario e affascinante della barriera corallina caraibica in compagnia di pesci, tartarughe, conchiglie e coralli e trovare i resti di un naufragio del XVIII secolo.

La più grande tartaruga del mondo è una delle cinque specie di tartarughe marine che frequentano le acque della Hispaniola, parliamo della tartaruga Dermochelys coriacea, con una lunghezza di circa due metri di guscio ed un peso di più di 600 chili. Le tartarughe marine in generale raggiungono la loro maturità sessuale tra i 9 ed i 15 anni e possono vivere tra i 100 ed i 150 anni. Queste tartarughe nidificano da Santo Domingo a Barahona, rendendo questi luoghi molto interessanti a livello biologico.

Fonte: Ente Turismo Repubblica Dominicana Italia

KENYA – NGAREN: MUSEUM OF HUMANKIND!

22 Giu 2019 In: Kenya

Ngaren: Museum of Humankind progettato da Daniel Libeskind

Promosso dal noto paleontropologo Richard Leakey, il museo sorgerà in Kenya entro 2022, nel luogo esatto in cui venne scoperto il primo scheletro completo di uomo primitivo denominato Turkana Boy.

Attraverso una campagna di crowdfunding attivata nei giorni scorsi sul sito Rabble, il famoso paleontropologo Richard Leakey ha presentato il Ngaren: Museum of Humankind, che sarà realizzato a Loodariak tra le verdi colline della Rift Valley in Kenya, a sud est dalla città di Nairobi. Il museo, il cui progetto è sviluppato dallo Studio Libeskind di New York in collaborazione con partner locali, “sarà un luogo di scoperta, meraviglia e contemplazione”, come dichiarato dall’architetto autore in Italia della Libeskind Tower, a Milano. Ngaren è l’ONG fondata dallo stesso Leaky che, in collaborazione con il Turkana Basin Institute, sostiene l’ambizioso progetto il cui obiettivo è divenire il principale riferimento per studiosi e appassionati di tutto il mondo riguardante temi importanti per il futuro del pianeta. L’obiettivo della campagna è fissato a 7 milioni di dollari e il completamento del museo è previsto per il 2022; bisognerà (eventualmente) aspettare il 2024 per visitarlo.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

L’idea è di realizzare un edificio evocativo e celebrativo che riesca ad incarnare i valori della scoperta mettendo in mostra gli esiti della ricerca a cui Leakey ha dedicato la sua intera vita. Il Museum of Humankind rappresenta una sfida importante che lo studio Libeskind, come visibile dalle poche immagini fino ad ora pubblicate, ha affrontato interpretando i fenomeni che nel tempo hanno caratterizzato il paesaggio africano. Per Daniel Libeskind, come spiega nel video promozionale della campagna di crowdfunding, un sasso non è solo testimonianza del passato se l’uomo che lo osserva fa di esso un mezzo al servizio dello sviluppo. L’edificio verrà realizzato nel luogo esatto in cui, durante una campagna di scavi, è stato ritrovato il primo scheletro completo di uomo primitivo denominato Turkana Boy.

SIMBOLI E SIGNIFICATI

Al sito si arriva esclusivamente attraverso un percorso in pietra scavato nella collina che, con estrema sacralità, culmina in un dromos che diventa punto di accesso al Museum of Humankind. Qui due oggetti monolitici, di cui quello più alto è di 80 metri circa, dominano la vallata con forme che ricordano quella delle pietre usate dagli uomini primitivi per costruire le asce. Un riferimento allo strumento simbolo dell’ingegno umano che, in una visione kubrickiana, i nostri antenati hanno utilizzato per il controllo del territorio nei primi tentativi di coesistenza. Due frammenti di roccia che, staccatisi da un asteroide in caduta, si stagliano massivi nella Rift Valley disponendosi in una composizione che non emula le forme della natura bensì celebra l’artificio umano nella sapiente gestione degli eventi. Il Museum of Humakind è strutturato, come dichiarato dallo stesso Libeskind, intorno a “una serie di spazi architettonicamente dinamici e provocatori” abitati da mostre interattive e dispositivi a realtà aumentata. Un luogo in cui dedicarsi all’approfondimento di diverse tematiche avvicendatesi in circa 2 milioni di anni: dall’evoluzione della specie umana ai fenomeni di cambiamento climatico fino all’affascinante e misterioso universo, in quello che comprenderà il planetario più grande del continente africano.

DAL SUD AFRICA AL KENYA

Ngaren ha avviato un progetto visionario che si interroga sui temi del futuro attraverso la comprensione del passato, che indaga l’evoluzione della specie ripercorrendo la civiltà fino alle sue origini. Il museo è soprattutto un monumento alla scoperta, un inno alla scienza, all’educazione e ai valori della ricerca. Il Museum of Humankind rappresenta un ulteriore passo esplorativo in un processo che, già con lo Zeitz MOCAA – Zeitz Museum of Contemporary Art Africa, progettato da Heatherwick Studio a Cape Town, sposta in maniera consapevole il baricentro culturale verso l’Africa, facendone epicentro di conoscenza per il resto del mondo.

Fonte: artribune.com – Gianluca Ferriero

Sicilia: non solo mare. La Riserva dello Zingaro è il luogo ideale per fare trekking in Sud Italia e scoprire località mozzafiato.

La Riserva dello Zingaro, in Sicilia, è un luogo dove mare e montagna si incontrano e si fondono in un unico paesaggio.

Quando si pensa alla Sicilia, normalmente si pensa al mare ma, nell’isola del Sud Italia, si può fare anche trekking. La Riserva dello Zingaro si trova a meno di 40 km da Trapani e offre paesaggi mozzafiato tra cui passeggiare, soprattutto d’estate.

Si tratta di un’area naturale protetta sulle coste siciliane, ai piedi delle montagne. Se si viaggia in auto, la si può lasciare in un apposito parcheggio, per poi acquistare il biglietto d’ingresso al costo di 5 euro. Una volta entrati, bisogna attraversare la galleria nella roccia, per poi imboccare il sentiero che segue.

Ad attirare subito l’attenzione degli escursionisti sono i cinguetti degli uccelli e gli odori di montagna e salsedine. Le piante che maggiormente dominano il territorio sono le palme nane, le felci, i ciclamini e le Euforbie arboree. Per quanto riguarda gli animali, si possono incontrare principalmente conigli, volpi e 39 specie di uccelli ma ci sono anche donnole, ricci, pipistrelli e alcuni rettili, tra cui la vipera. Sulle coste, invece, c’è una splendida struttura di coralli che ricorda le barriere coralline.

Ciò che affascina maggiormente coloro che decidono di fare trekking nella Riserva dello Zingaro, sono i paesaggi mozzafiato che si possono ammirare dall’alto del sentiero principale.

Ci sono viste su alcune splendide cale, dove la sabbia bianca delle spiagge si fonde col mare, estremamente limpido e azzurro. Una delle più belle è Cala del Varo, che può tuttavia essere raggiunta soltanto via mare. Tra le altre c’è poi Cala Capreria dove, nei giorni caldi, i più spericolati possono fare un salto in acqua per rinfrescarsi, tuffandosi direttamente dalle scogliere.

Facendo trekking in questa meravigliosa riserva della Sicilia, si può anche fare tappa in alcuni musei presenti lungo il percorso. Tra di essi, ci sono il Museo delle Attività Marinare e il Museo della Manna, dedicato alla lavorazione del dolcificante tipico siciliano.

Fonte: SiViaggia.it

La Grande Mela celebra uno dei suoi simboli con l’apertura di un nuovo museo che ne ripercorre la lunga storia.

Simbolo per eccellenza di New York, icona dell’America stessa e dei suoi ideali fondanti, la Statua della libertà è uno dei monumenti più famosi al mondo. Per gli immigrati che a migliaia arrivavano in America dall’Atlantico, Lady Liberty, come è familiarmente nota, era la prima visione della terra promessa: negli anni è diventata simbolo di accoglienza e speranza, spesso strumentalizzata, tante volte tradita.

Per i milioni di turisti che visitano New York, è tappa obbligata: 4.5 milioni di visitatori ogni anno arrivano sulla piccola isola che la ospita e per gli americani è parte di una sorta di rito iniziatico di appartenenza.

Per arricchire l’esperienza di visita, già nel 1986 fu aperto un museo all’interno del piedistallo della statua. Ma dal momento che, per motivi di sicurezza, il numero di persone che quotidianamente può accedere alla statua è limitato, la Statue of Liberty-Ellis Island Foundation ha stanziato 100 milioni di dollari per migliorare l’offerta sull’isola. Parte di questa iniziativa è un nuovo museo che occupa un’area di circa 2.400 metri quadrati ed è ospitato in un edificio progettato dallo studio FXCollaborative. Separato rispetto alla statua, posizionato sulla linea di costa dell’isola e affacciato sulla baia di New York, il museo è ben integrato nel contesto, con un esterno disegnato a scalinata che porta su un tetto giardino piantato a erbe native, da cui si può godere della vista sulla città.

All’ingresso, il visitatore viene guidato attraverso tre sale, in ognuna delle quali un video di tre minuti dai toni enfatici racconta un pezzo della storia di uno dei monumenti più famosi al mondo, dalla concezione ai simbolismi assunti nella contemporaneità. Il vero e proprio percorso espositivo, progettato da ESI Design, si sviluppa su tre gallerie, ognuna pensata per mettere in luce aspetti diversi della storia e dei significati di questa icona universale, attraverso un’esperienza interattiva e stimolante.

Il museo, che offre audioguide in tredici lingue diverse, è chiaramente pensato per famiglie e per coinvolgere anche i più piccoli. Presston Brown, project manager ESI Design, ci ha spiegato: “La grossa parte dei materiali in mostra viene dal vecchio museo, ma abbiamo ripensato e ridisegnato il percorso e riorganizzato i contenuti per raccontare la storia della statua, dalla progettazione alla costruzione, dall’inaugurazione alla sua trasformazione in simbolo. Volevamo raccontare questa storia in modo nuovo e coinvolgendo il pubblico”.

Fonte: artribune.com – Maurita Cardone

Non ne hai mai abbastanza delle belle spiagge, dei reef, delle isole e della cultura delle Fiji? Scopri le Isole Manamuca e Yasawa!

Fai snorkeling, nuota o fai il bagno ogni giorno in acque incontaminate ed esplora il mare con kayak e tour in barca con fondo in vetro. Visita una nuova isola o barriera corallina ogni mattina e pomeriggio.

Combinando i tour di 3 e 4 giorni nelle isole Manamuca e Yasawa, il tour di 7 notti ti consentirà di accedere agli scenari e alle esperienze culturali più mozzafiato che la regione ha da offrire. Da Monuriki Island, dove è stato girato il film di Tom Hanks “Castaway”, all’esclusiva gita alle Narokorokoyawa o isole sacre, dove vivrai la cerimonia di Sevusevu (la cerimonia del dono): c’è qualcosa per tutti in questa crociera!

Sarai in grado di rilassarti a bordo della MV Reef Endeavour, dove verranno serviti buffet e pasti a 3 portate in uno scenario spettacolare. Rilassati a bordo piscina o a prendi il sole sul ponte dedicato, concediti un massaggio nel centro benessere o partecipa attivamente. Esplora le destinazioni di scalo giornaliere con kayak o barche con fondo di vetro per un incontro ravvicinato con la natura praticando lo snorkeling o facendo immersioni nelle acque cristalline. La scelta sarà tua.

La MV Reef Endeavour è una piccola nave da crociera che ospita soltanto 130 passeggeri, con dimensioni tali per fare in modo che tutti i passeggeri ricevano un’attenzione personale in un’atmosfera di informalità e relax. Le sue piccole dimensioni le permettono di raggiungere isole remote, barriere coralline e baie poco profonde dove le navi più grandi non sono in grado di arrivare per la conoscenza delle vere Fiji, regalando ai passeggeri una vera esperienza culturale.

Fonte: captaincookcruisesfiji.com

Si trova a Las Palmas e la vista è spettacolare!

Alcuni hotel, e capita anche che siano i più belli, si trovano nei posti più impensabili, un esempio? Dentro a un faro funzionante, sulle coste de La Palma, una delle isole Canarie tra le più famose e iconiche.

L’arcipelago di isole spagnole, a largo della costa africana, vanta isole che sono tutte, nessuna esclusa, delle meraviglie naturalistiche: La Palma, per esempio, è sormontata da vulcani e si butta in mare con cespugli e scogli scuri e bellissimi. Ed è proprio qui che un faro, ancora funzionante, è stato trasformato in hotel di lusso. Uno dei più belli in assoluto di tutta la zona.

Perché la scelta di tentare un’operazione turistica del genere proprio a La Palma? Gran Canaria, Tenerife e Lanzarote dopotutto sono più famose e frequentate. Ma è proprio questo che ha spinto gli ideatori dell’hotel-faro a scegliere l’isola de La Palma, più defilata e frequentata da un turismo meno invadente. I paesaggi sono ancora più avvolgenti e la tranquillità gioca un ruolo fondamentale per il benessere dei visitatori.

Il sito si chiama Faro Punta Cumplida, ha tre suite di lusso e degli ambienti curatissimi in ogni dettaglio, tutto è pensato per regalare un’esperienza unica e immersiva: i suoni dell’Atlantico e i suoi profumi si sposano perfettamente con gli ambienti interni e le scelte architettoniche. Ma è la vista sulla costa e sul blu delle onde che lascia davvero stupefatti i fortunati visitatori.

Salendo 158 scalini poi si arriva alla terrazza sulla cima del faro, con piscina e bar fornito di tutto punto. Non serve altro per convincersi che qui, per quanto possa sembrare strano, un hotel ci stia benissimo, basta guardare le immagini.

Fonte: esquire.com

Il lago General Carrera ospita una delle meraviglie naturali più spettacolari del mondo, una cattedrale di marmo a pochi metri dalla riva!

Il Lago General Carrera, a Puerto Rio Tranquilo in Cile, è un gigante alimentato dai ghiacciai che attraversa il confine con l’Argentina.

È uno tra i più grandi laghi del Sud America, il General Carrera, e ospita una delle meraviglie naturali più spettacolari della Patagonia. Dotata di pilastri scolpiti, soffitti a volta e pareti ricche e decorate, questa singolare formazione geologica sul bordo occidentale del lago è conosciuta come la “cattedrale di marmo” dalla gente del posto. E, sebbene si trovi a pochi metri dalla riva, i ripidi pendii boscosi dietro di essa costringono ad avvicinarsi solo in barca.

Al mattino, la parte principale è nell’ombra e la luce che entra nella caverna viene riflessa dalla superficie del lago. Il profondo colore turchese dell’acqua, causato dal limo glaciale, proietta le superfici grigie e bianche in un’eterea tonalità blu, mentre i contorni di pietra evocano composizioni mozzafiato.

Il suono delle onde che lambiscono dolcemente le pareti echeggia intorno alla caverna, accompagnato da gocce d’acqua che cadono costantemente dal soffitto di marmo. A seconda della stagione, il livello del lago può variare in modo significativo. Durante i mesi estivi, l’acqua dalle montagne circostanti può far aumentare il lago di circa 1 metro. In inverno, le acque si ritirano per rivelare parti delle caverne che sono solitamente sotto la superficie.

I colori sono più di un semplice trucco della luce. Stretti filamenti di pietre marroni fiancheggiano le pareti interne, mentre venature gialle emergono dall’alto. Le sezioni di marmo bianco sono le più pure, composte quasi interamente da carbonato di calcio, mentre le altre sfumature di roccia devono il loro colore a varie impurità. Alcune piccole imbarcazioni possono accedere all’interno della roccia consentendo ai visitatori di apprezzare le superfici finemente strutturate.

Tra le meraviglie c’è anche il santuario naturale di Capillas de Marmol, che comprende un’area costiera di 50 ettari. È fiancheggiato da dozzine di altre grotte e formazioni che si sono formate nel corso dei millenni. «Sappiamo che questa regione era coperta dai ghiacciai fino a 10.000 o 15.000 anni fa», ha detto il geologo Francisco Hervé. «Dopo che i ghiacciai si ritirarono, il lago fu creato, e fu allora che iniziò il processo di scultura delle cappelle».

A Puerto Rio Tranquilo tutti lavorano nel turismo grazie all’interesse per le caverne. Nel giro di un decennio le persone in visita sono triplicate, ma la città ha conservato gran parte del suo fascino di frontiera.

Gli sforzi per preservare la Patagonia per le generazioni future stanno iniziando ad estendersi alle cave di marmo. I vantaggi della conservazione di siti come la cattedrale vanno ben oltre il loro evidente fascino estetico: nel corso della storia della Terra da 4,5 miliardi di anni, i vulcani in eruzione, i ghiacciai che avanzavano e si allontanavano e i livelli del mare ondulati hanno infatti lasciato il segno nell’ambiente circostante.

Esiste una ricchezza di informazioni geologiche incise nelle fondamenta delle cappelle di pietra che potrebbero fornire preziose conoscenze su come la temperatura della Terra abbia fluttuato nel passato. Un’utilità che si accompagna a una bellezza straordinaria.

Fonte: SiViaggia.it


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