Praticamente pandemia e gestione della stessa hanno “bruciato” due stagioni invernali per a nostra montagna.
In attesa che il Governo si pronunci sul protocollo proposto da ANEF, l’associazione degli impiantisti, per la ripartenza dello sci in sicurezza, le località sciistiche si preparano in vista dell’apertura della stagione invernale, tradizionalmente fissata all’8 dicembre, anche se per esempio in Valle d’Aosta è già partita.

Sono tanti i dubbi e le incertezze, per cui a fronte delle tante richieste per chiarire la situazione riguardante le riaperture degli impianti e i protocolli di sicurezza da seguire per assicurare la “sanità”, la presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF) Valeria Ghezzi fa il punto della situazione: 

«Sarà l’anno della ripartenza dello sci dopo che la chiusura forzata dovuta alla pandemia ha penalizzato in maniera particolare questo settore che, di fatto, non ha lavorato per l’intero inverno 2021 e per il 25% della stagione 2019/2020 – dichiara Ghezzi – La proposta degli impiantisti prevede la possibilità di sciare anche in zona arancione e rossa, con un numero limitato di accesso alle ski area, l’80% di capienza sugli impianti chiusi (50% in zona rossa) e il 100% su quelli aperti, dove si accederà comunque con la mascherina». 

ANEF
Valeria Ghezzi

E prosegue la presidente ANEF: «Siamo ancora in un momento di incertezza ma possiamo dire che lo sci è uno sport di per sé sicuro, che si pratica all’aperto e con un distanziamento garantito dalla natura stessa dell’attività. Lo dimostrano le aperture senza particolari limitazioni dello scorso inverno negli Stati Uniti, in Svizzera e nei paesi scandinavi dove non si è riscontrata un’incidenza di contagi legata allo sci superiore a quella di altre attività economiche».

Non ci sono quindi particolari criticità, per l’ANEF, se si affronta la situazione con un modello organizzativo che permetta il rispetto puntuale delle regole: distanze nelle code, uso corretto della mascherina e controllo del green pass, carico dei veicoli chiusi all’80%. Molte di queste pratiche sono tra l’altro già state sperimentate nelle scorse due estati senza alcun problema. 

La nuova stagione porterà anche ulteriori novità relative alla sicurezza come la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione. Una prescrizione che può sembrare limitante rispetto ad altri sport ma che è comunque da accogliere con favore perché introduce un approccio responsabile alla pratica sciistica. Il tutto con un costo estremamente limitato per polizze che, per chi lo desidera, sono estendibili a tutta la famiglia o che potranno anche coprire altri tipi di attività durante tutto il corso dell’anno, non solo in pista. 

«Un’altra novità contenuta nell’assetto normativo formalizza una regola già nota, ovvero che non si possa sciare in stato di ebbrezza – conclude Ghezzi – Una regola questa quindi apprezzabile che rientra nel campo del buon senso e che dovrà a breve essere concretizzata con la definizione di un preciso limite. Si attendono rapidi chiarimenti dalle istituzioni per evitare che una norma pensata per rendere lo sci sempre più sicuro si trasformi in uno svantaggio competitivo nei confronti delle ski area estere».